EDUTOUR « LIVE PALESTINE »

EDUTOUR « LIVE PALESTINE »

Dal 14 al 17 novembre tour operator, giornalisti, fotografi provenienti da tre diversi Paesi europei – Italia, Malta e Spagna – hanno partecipato ad un educational tour organizzato dal Dar Al-Kalima University College di Betlemme nell’ambito del progetto Future of Our Past. L’iniziativa si proponeva di raggiungere due obiettivi tra loro intimamente collegati: il primo, far conoscere ad intermediari turistici e giornalisti l’albergo diffuso realizzato a Betlemme con il contributo dell’Unione Europea, in modo da pubblicizzare l’iniziativa e attirare così l’attenzione della domanda turistica; il secondo, invece, volto ad illustrare il potenziale attrattivo dei Territori Palestinesi. Un potenziale, quello a cui si fa qui riferimento,  che va ben al di là dei siti e dei monumenti di interesse religioso che pure costituirebbero di per se stessi una motivazione sufficiente a farne una destinazione turistica anche tra coloro che professano altre religioni o non ne professano alcuna.

Il tour è stato così costruito in maniera da conciliare i due obiettivi, alternando alla visita dell’albergo diffuso escursioni in quelli che possono essere individuati come i principali attrattori turistici del governatorato di Betlemme e del suo intorno geografico: il patrimonio culturale materiale ed immateriale dei suoi centri storici, il paesaggio e, nondimeno, i segni dell’occupazione israeliana, dal muro eretto a protezione della zona sotto il controllo israeliano agli insediamenti che sorgono a guisa di  immensi fortilizi sulle colline che circondano Betlemme, riproponendo uno modello insediativo che si ritrova in larga parte della Cisgiordania. La speranza è che lo sviluppo turistico dei Territori Palestinesi e ancor di più la possibilità di creare itinerari che attraversino queste divisioni, possa contribuire con il tempo a farle cadere e a creare i presupposti per una pace duratura tra le due nazioni nel segno di una convivenza che per quanto difficile a realizzarsi costituisce a tutt’oggi l’unica prospettiva che assicuri ad entrambe un futuro. Queste ed altre considerazioni sono state sviluppate nel corso della presentazione dell’EduTour e dell’albergo diffuso che si è tenuta il pomeriggio del 14 nella sala conferenze del Centro Culturale Internazionale Dyar a Betlemme. L’Educational Tour (EduTour) vero e proprio è partito invece il giorno dopo con una visita del centro storico di Betlemme e delle camere/appartamenti che andranno a breve a costituire l’offerta ricettiva dell’albergo di comunità. Il centro storico di Betlemme non è stato sino ad oggi oggetto di interventi sistematici di riqualificazione urbanistica, ma solo di interventi episodici che hanno riguardato la piazza che sorge tra la Basilica della Natività e la Moschea di Omar – meglio nota come Manger square –  e pochi altri angoli che, se sono stati oggetto di interventi di restauro spesso operati con interventi della cooperazione internazionale, assai raramente sono stati oggetto di vere e proprie iniziative di valorizzazione. Nonostante ciò il centro storico conserva un patrimonio storico-monumentale di indubbio valore e quartieri che, se debitamente riqualificati, potrebbero sviluppare una notevole capacità attrattiva sui flussi turistici. Uno degli aspetti che maggiormente qualifica la proposta turistica-attrattiva del centro storico di Betlemme è di certo costituito dalla vitalità del suo tessuto economico e produttivo: numerose sono le botteghe artigiane impegnate nella lavorazione dell’ulivo e ancor più elevato è il numero delle botteghe in cui si preparano i piatti tipici della cucina palestinese dai falafel, ai torroni di sesamo, ai prodotti da forno. Un movimentato mercato anima una delle zone più centrali della città, proprio a ridosso della strada che taglia longitudinalmente il centro storico e sbocca su Manger Square; vi confluiscono dalle vicine campagne molti agricoltori per vendere i prodotti della propria terra: frutta, verdure, spezie e formaggi. Le camere e gli appartamenti dell’albergo diffuso sono tutti ubicati nel centro storico, ma in strade più tranquille e non di rado in posizione panoramica con finestre e balconi da cui si gode una splendida vista della città e delle colline circostanti. Tutti gli appartamenti dispongono di cucina o angolo cottura. L’accomodation center dell’albergo diffuso sorge anch’esso in posizione centrale ed è ospitato all’interno del Centro Culturale Interazionale  Dyar, ubicazione che consente agli ospiti dell’albergo di beneficiare dei servizi offerti dal Centro, come: il ristorante, la sala convegni e le splendide terrazze interne dove è piacevole rilassarsi all’ombra dei suoi grandi pini. La visita di Betlemme non poteva non prevedere la visita alla Basilica della Natività e all’adiacente Gotta del Latte dove si vuole che la Madonna allattasse Gesù nei suoi primi giorni di vita. La Basilica attualmente in fase di restauro è visitata ogni anno da centinaia di migliaia di pellegrini attratti dalla possibilità di scendere nella cripta e trovarsi così nella grotta nella quale secondo la tradizione la Madonna partorì Gesù Cristo. Emozionante anche per i non credenti è la discesa con le candele accese nella cripta e seguire le funzioni che vi si tengono. Per i più credenti la sola visita alla Natività giustifica da sola il lungo viaggio che li ha portati in Terra Santa: molti gli orientali e analogamente numerosi quelli provenienti da regioni altrettanto lontane del pianeta, accanto naturalmente agli europei e ai popoli provenienti dalle ex Repubbliche sovietiche.

Nel pomeriggio ci si è spostati a Battir, un villaggio di poche migliaia di abitanti che da alcuni anni l’Unesco ha inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità come esempio di paesaggio culturale evolutivo. Il paese si affaccia infatti su un splendida vallata interamente terrazzata dove, grazie ad un sapiente sistema di irrigazione che risale addirittura all’epoca romana – come testimoniato dalla grande vasca di raccolta costruita dai Romani per raccogliere l’acqua proveniente dalla sorgente principale che si trova appena al di sotto dell’abitato – si coltivano verdure di eccezionale qualità, rinomate in tutta la Palestina. Prodotti agricoli che sono stati al centro di una degustazione che si è tenuta nella nuova guesthouse municipale, ottenuta dalla ristrutturazione di antiche abitazioni che dominano la valle sottostante con un effetto scenografico di grande bellezza. Impagabile l’esperienza di sorseggiare una bevanda a base di limone e menta sulla terrazza panoramica del locale che sorge appena al di sopra della “piscina romana”. Battir è di certo uno dei luoghi più affascinanti del governatorato di Betlemme e vista la breve distanza che la separa da quest’ultima, può a pieno titolo considerarsi come parte integrante di un’unica regione turistica.

Profondamente diverso, ma altrettanto emozionante, il programma del giorno successivo che ha visto la visita a Gerusalemme, di certo la più importante meta turistica di tutta la Palestina, sia per i suoi innumerevoli monumenti e la sua storia millenaria, sia in quanto luogo sacro per le principali religioni monoteiste del pianeta. Gerusalemme dista appena un’ora da Betlemme, ma essendo sotto il controllo israeliano i controlli ai check point possono far aumentare considerevolmente il tempo necessario a raggiungerla. Molto bella la passeggiata che dal luogo in cui Gesù Cristo sarebbe asceso al cielo scende fino al Getsemani l’uliveto in cui il Messia si era ritirato in preghiera prima di essere catturato e portato a Gerusalemme. La strada attraversa l’immenso cimitero che occupa tutta la collina che scende verso la valle del Cedron, luogo in cui secondo la Bibbia (Gioele 4, 2-12) alla fine dei tempi avrà luogo il Giudizio Universale. Dal monte degli ulivi si gode uno splendido panorama di tutta la città antica con in primo piano la grande spianata del tempio su cui svetta l’immensa Cupola della Roccia.

Superata la tomba della Madonna che sorge a poche decine di metri dal Getsemani si risale verso la Porta dei Leoni che si apre nel mezzo delle possenti mura che tuttora cingono la città antica. Di qui inizia la Via Dolorosa lungo la quale si trovano tutti i riferimenti alla passione di Cristo e che culmina con il complesso monumentale che ospita al suo interno oltre al luogo della crocefissione, il Golgota, anche il Santo Sepolcro. Forse non si respira quella spiritualità a cui pure il pellegrino anela, ma di certo è un luogo che emoziona e che non può lasciare indifferenti. Come non può lasciare indifferenti la visita al Muro Occidentale, meglio noto come Muro del pianto, costituito da un ampio tratto delle mura che costituivano il basamento dell’antico tempio ebraico distrutto dai Romani nel 68 d.C.. Migliaia sono gli ebrei che ogni giorno vengono qui per pregare rivolti verso il Muro, ma la sacralità del luogo non discende solo dal suo significato religioso; il Muro è anche uno dei principali riferimenti della cultura ebraica e del popolo di Israele e come tale viene interpretato e vissuto da quelli che vi si riconoscono.

In un fazzoletto di terra di poco più di un chilometro quadrato ci sono i riferimenti identitari di tre delle principali religioni al mondo e di un insieme di popoli che in quelle religioni si riconosce e attribuisce ad esse valenza identitaria, ed è questo a farne una delle più importanti mete turistiche al mondo, nonostante il persistere di condizioni di instabilità e le difficoltà di spostamento dovute ai controlli israeliani.

Il tour si è chiuso a Betlemme con una cena a base di piatti tipici della cucina palestinese, raccogliendo le sensazioni e le valutazioni di tutti coloro che vi hanno preso parte.

Unanime l’apprezzamento di tutti i partecipanti per l’Educational Tour che è riuscito a mostrare le potenzialità attrattive di questa regione, potenzialità che vanno ben oltre il turismo religioso che pure, per quanto detto, non può che costituirne la componente principale e caratterizzante. E, tuttavia, l’apprezzamento più convinto è stato quello rivolto all’albergo diffuso o di comunità che da tutti è stato riconosciuto come un elemento che contribuirà ad accrescere in maniera significativa l’attrattività turistica del centro storico di Betlemme, andando a soddisfare le esigenze di quella parte della domanda che vuole vivere un’esperienza autentica ed emotivamente coinvolgente, ricercando un rapporto diretto con la comunità locale. L’albergo – e anche su questo si è riscontrata una piena concordanza di opinioni – contribuirà altresì a promuovere una riqualificazione del centro storico a beneficio della popolazione residente e di tutti coloro che vi lavorano.

L’auspicio è che i giornalisti, gli operatori turistici e i fotografi che hanno partecipato all’Educational Tour contribuiscano davvero nell’ambito dei rispettivi ambiti professionali a promuovere questo territorio e l’albergo di comunità creato con il progetto Future of Our Past.

 

Fabio Pollice, FOP Communication Manager

 

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Una stanza dell’albergo diffuso

 

http://www.futureourpast.eu/en/sponsor/